Cistite a acqua: quanta e quale scegliere?

Cistite a acqua: quanta e quale scegliere?

Quando si soffre di cistite, il consiglio che si riceve più spesso è: bere molta acqua!

Ma quanta e quale?

Una recente indagine della Società italiana di medicina generale (SIMG) in collaborazione con Nutrition Foundation Italy (NFI) ha evidenziato che gli italiani bevono poca acqua, mentre si dice che per stare bene e per far star bene il corpo occorre bere almeno 2 litri di acqua al giorno. Ma è vero o si tratta di leggende metropolitane?

Per rispondere ci siamo affidati alle parole di Gherardo Buccianti, primario di nefrologia al Niguarda di Milano e all’articolo uscito sul sito della Fondazione Veronesi:

“È vero. La quantità ottimale di liquido che deve assumere una persona adulta e sana ogni giorno è di 2 litri complessivi, per recuperare i liquidi persi con le urine e distribuire nel corpo la quantità di acqua necessaria alla vita delle cellule. Per raggiungere questo valore è bene suddividere nella giornata la quantità di acqua da bere. Per facilitare questa operazione è meglio avere a disposizione tre bottigliette da mezzo litro, da bere nel corso della giornata. Il resto dei liquidi che occorrono per arrivare a 2 litri si prendono dall’alimentazione…” “Ma ci sono casi particolari della vita che possono richiedere una diversa quantità di liquidi? Chi pratica sport, non a livello agonistico, deve comunque bere di più perché deve recuperare i liquidi persi con la sudorazione. Occorre stare attenti anche alle stagioni e al clima del territorio o della città di residenza. In estate, quando la temperatura è più alta, la quantità di liquidi va adeguata alla temperatura e questo vale sia al mare che in montagna. Se state tre ore al sole, per esempio e c’è vento, potreste non accorgervi di perdere liquidi, perché il vento vi rende la pelle asciutta, quindi non avete la percezione del sudore. Questo fenomeno si chiama perspiratio inspiegabilis. Si suda, ma non si vedono le goccioline d’acqua sulla pelle.” https://www.fondazioneveronesi.it/lesperto-risponde/e-vero-che-bisogna-bere-2-litri-di-acqua-al-giorno-stare-bene

 

Perché aumentare l’idratazione?

Bere è importante per la salute del nostro corpo. Questo lo abbiamo assodato.

Aumentare l’idratazione aumenta inevitabilmente il volume di urina prodotta, il che comporta una diluizione delle urine. E le urine più diluite sono… meno acide!

Questo consiglio mira quindi anche a ridurre il dolore legato all’irritazione della mucosa.

 

Quale acqua scegliere?

 

Per quanto riguarda l’acqua da bere e, più in generale, l’alimentazione, è importante evitare confusioni perché alcalino non è sinonimo di alcalinizzante 😉

Infatti, il pH di una bevanda o di un alimento non determina il suo impatto sul pH urinario. Per conoscere tale incidenza, è necessario prendere in considerazione l’indice PRAL .

Più specificamente riguardo all’acqua.

È importante precisare che TUTTE LE ACQUE (del rubinetto e in bottiglia) hanno un indice PRAL alcalinizzante; tuttavia, il contenuto di minerali di alcune bevande le rende più alcalinizzanti o meno irritanti rispetto ad altre. Aggiungiamo a ciò che l’acqua del rubinetto è un’acqua fortemente trattata (riciclata) e che contiene quindi cloro e altre sostanze fortemente irritanti per le vie urinarie (a maggior ragione nelle grandi città).

Per questi motivi, a volte è preferibile optare per l’acqua in bottiglia, a condizione di prestare attenzione a:

– evitare acque fortemente mineralizzate

– evitare in particolare acque molto ricche di calcio

– variare il consumo tra 2 o 3 marche diverse

– distribuire il consumo di acqua in modo omogeneo nell’arco della giornata

– contestualizzare questa scelta oculata di acqua nell’ambito di un’alimentazione alcalinizzante che escluda in particolare alcol, caffè, bibite gassate, bevande energetiche e tè

 

Come sapere se bevi abbastanza?

I principali segnali di scarsa idratazione sono:

  • Sensazione di sete
  • Calo di energia e di concentrazione
  • Urine più scure e odoranti
  • Rallentamento del transito intestinale
  • Mal di testa
  • Crampi
  • Secchezza della pelle, degli occhi e delle fauci

Ma attenzione, per alcune categorie sensibili come gli anziani oltre i 70 anni, è facile cadere nel rischio di poca assunzione di acqua, perché non sentono il sintomo della sete bevendo di conseguenza meno e rischiando la disidratazione. Nelle urine, in questo caso, aumentano i valori di creatinina e di azotemia, i marker della funzione renale.

Ma non è sempre colpa dell’individuo se si beve poco. A volte potrebbe essere colpa dell’ipotalamo. Se i recettori specifici non funzionano, l’individuo non ha la percezione della sete. Allora bisogna affidarsi alla secchezza della bocca o della faringe, sintomo che l’organismo ha bisogno di acqua.

 

 

 

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